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Il territorio

 

Le Langhe si trovano al centro di una zona geologica, il Bacino Terziario Piemontese, che conserva la sua forma originaria derivata da un mare antico, costituita da successioni sedimentarie risalenti a circa 35 milioni di anni fa.
Nel periodo geologico del Miocene depositi alternati di arenarie, marne e argille si sono sedimentati in un mare interno il cui fondo si abbassava progressivamente. Molto tempo dopo, alla fine del periodo denominato Pliocene, in seguito al ritiro del mare e allo riempimento totale del bacino, avvenne l’emersione delle terre che sono state poco per volta modellate dagli eventi atmosferici.
I sedimenti più fini che venivano riversati nel mare hanno originato i banchi di marne bluastre e compatte noti con il termine di “tufi”, all’interno dei quali è dato ritrovare oggi fossili marini di vario tipo.
Strati limosi più grossolani e sabbiosi testimoniano invece movimenti sottomarini che periodicamente causavano la copertura dei fondali con masse di materiali accumulati lungo la costa.
La risultante di questi movimenti è stata la formazione di un substrato marnoso-calcareo risalente all’età miocenica, in cui le percentuali in argilla, limo e sabbia risultano molto variabili a seconda della sedimentazione avvenuta nel tempo.
Il clima temperato, caratterizzato da elevata piovosità autunnale e primaverile, alternato a estati calde e a forti escursioni termiche nella fase prevendemmiale, costituisce il fattore ulteriore che conferisce al Nebbiolo caratteristiche uniche rintracciabili esclusivamente in questa zona.

Langhe, nome antichissimo e di derivazione incerta, può significare paese dei Liguri, terreno incolto, o lingue di terra. Le Langhe sono individuate per i pregiati prodotti che le caratterizzano. Langa del Barolo, del Barbaresco, dell'Asti, della nocciola, dei boschi e dei pascoli, ma ogni giogaia di colline, ogni vallata, ha usi e tradizioni proprie, dialetti diversi; un piccolo universo dalle sorprese infinite, scoperte e conosciute vivendo a contatto con la gente, con la natura. E' Langa l'alternanza di paesaggi, la vastità degli orizzonti segnati da torri e castelli, la serenità di un silenzio rotto dai belati dei greggi e dai ritmi degli attrezzi agricoli. Lingue di terra, per le forme morbide e arrotondate delle colline. Gran parte della superficie collinare è vitata. Il terreno calcareo e argilloso è infatti vocato alla coltivazione della vite. Si tratta di terreni diversi da collina a collina, da versante a versante, e che fanno sì che da ciascuna vigna venga prodotto un vino differente, dalla personalità distinta, unica.
Tutti i vini piemontesi sono DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) oppure DOC (Denominazione di Origine Controllata). Le aziende vitivinicole sono generalmente di piccole dimensioni e a conduzione familiare, cantine che appartengono alle medesime famiglie da generazioni.


I vitigni

 

Chardonnay

Un grappolo piccolo e fitto  di acini che a piena maturazione si presentano di un bel colore giallo intenso, è il frutto di questo vitigno che sta assumendo sempre maggiore importanza nel mondo del vino; negli ultimi quindici anni ho visto più che raddoppiare i suoi impianti e, contrariamente a quanto sostenuto per anni, non è una mutazione del Pinot Nero.

E’ un vitigno fortemente adattabile ai diversi terreni, climi e latitudini, che ne fanno un vitigno pressoché ubiquitario e in grado di dare anche buone rese. Dai grappoli succosi di Chardonnay si ottengono vini fini e gentili.

Lo Chardonnay è inoltre capace di regalare vini di classe e da lunga maturazione, dotati di grande morbidezza, carattere ed eleganza.

Il colore dei vini è giallo paglierino o dorato secondo l’evoluzione; il profumo può esprimere , sfondo fruttato, le inconfondibili note minerali di pietra focaia e silice, le sfumatura dei profumi si colorano di tinte fruttate che ricordano l’ananas, la banana e altri frutti esotici, il melone, la pesca e gli agrumi.

 

Sauvignon

E’ senza dubbio uno dei vigneti a bacca bianca più eleganti del mondo, con una potenza olfattiva. Queste uve, a seconda delle zone, sono in grado di regalare al vino sentori che spaziano dal vegetale di bosso, foglia di pomodoro, ortica, peperone, asparago, cetriolo e felce, al fruttato di pompelmo, frutto della passione, mango, papaia, fico e agrumi, al floreale del sambuco e del biancospino.

I suoi grappoli sono piccoli e gli acini grandi, con buccia di colore verde-oro al momento della vendemmia, verso la fine di settembre. Quello stesso colore, giallo intenso con sfumature verdi, caratterizza il vino nel bicchiere. Vino che può essere sottoposto a maturazione, ma che riesce a esprimere tutta la sua personalità anche in gioventù.

Esplode in profumi esuberanti e in una struttura convincente, avvolta da un alone di eleganza assoluta, con sentori di erba tagliata, erbe aromatiche, asparagi, frutta esotica come kiwi, papaia e mango.

 

Dolcetto

Autoctono del Piemonte, il Dolcetto è un vitigno che dà vita a numerosi vini che, al variare delle zone, presentano caratteri più leggeri e beverini o più strutturati e ricchi di tannini e alcol.

Questo avviene nelle Langhe, soprattutto nella zona di Alba, in particolare quando il Dolcetto viene sottoposto a una maturazione in barrique.

Il grappolo è piuttosto spargolo e gli acini sono di media grandezza, con buccia sottile e di coloro blu molto scuro a maturazione completa, nella seconda metà di settembre.

Il Dolcetto ha di solito un colore rosso rubino e un profumo mediamente intenso, con sfumature di ciliegia, mora, prugna e fiori rossi come la viola; il gusto è dotato di buona freschezza, tannicità e persistenza aromatica fruttata.

 

Barbera

Originaria del Monferrato, la Barbera è un vitigno che dopo un periodo di appannamento legato alla produzione di vini beverini e vivaci, sta riconquistando un posto di primo piano nel mondo del vino piemontese, con la Barbera d’Alba, d’Asti e del Monferrato.

Vitigno a maturazione abbastanza tardiva , verso i primi di Ottobre, ha grappoli abbastanza serrati, che racchiudono un succo acidulo fonte di grande freschezza, che caratterizza a lungo il gusto del vino e ne traccia l’inconfondibile carattere.

Il profumo è particolare, sottolineato dalle note fruttate della ciliegia e della prugna, del lampone e della mora, su uno sfondo floreale di rose.

 

Nebbiolo

Il Nebbiolo è uno dei vitigni più nobili, difficile all’adattamento in terreni e climi che non siano i suoi. Infatti lo si trova quasi esclusivamente nelle Langhe, dove è nato, nelle provincie piemontesi di Novara, dove si chiama Spanna, e in Valtellina dove prende il nome di Chiavennasca.

Vitigno nobile piemontese, il primo a germogliare, l’ultimo ad essere raccolto, quello che necessita di più cure e che reclama i terreni più vocati: scontroso ed austero, il vitigno Nebbiolo definisce meglio di ogni altro la vera anima di queste colline; qui esso trova l’ambiente ideale e dona al mondo vini inimitabili.

I grandi grappoli, pieni di acini con buccia sottile e resistente, di colore blu scuro  che tende a ricoprirsi di uno spesso strato di pruina, maturano tardivamente, da metà a fine ottobre, quando le nebbie avvolgono i vigneti e creano un’atmosfera suggestiva sulle morbide colline langarole. Barbaresco, Barolo, Ghemme, Gattinara, Nebbiolo d’Alba, Valtellina Superiore e Sforzato sono i più grandi vini rossi da Nebbiolo, con un colore granato che nel tempo – e per alcuni di questi vini si può parlare di decenni di affinamento – diventa aranciato.

Il bouqet è sofisticato e intenso, con note di viole e rose rosse appassite, liquirizia e prugna, spezie, cuoio e goudron. Anche al gusto il vino da Nebbiolo è di grande pregio, austero e tannico, in buon equilibrio con la morbidezza,.. Ma bisogna avere la pazienza di aspettarlo.

 

 
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